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Sexting: non è solo "mandare foto"

  • José Aguayo Ugaz
  • 3 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Il sexting, riguarda l'atto di scrivere messaggi "spinti" e/o inviare foto e video a sfondo sessuale. E' una pratica molto diffusa tra gli adolescenti che nasconde però delle insidie, con conseguenze serie e spiacevoli.

Trattasi di una modalità di corteggiamento, che risponde al bisogno di ricevere validazione, conferme sulla propria attrattiva e un senso immediato di gratificazione. Essendo fortemente alimentato da meccanismi neurobiologici legati al circuito della ricompensa: l'attesa di una risposta e l'eccitazione del proibito rilasciano la dopamina (neurotrasmettitore del piacere, che regola l'umore e le emozioni).

Può essere paragonato al "petting" come pratica di avvicinamento al sesso prima della'invenzione degli smart phone.

Finora gli studi non hanno assolutamente dimostrato che fare sexting, quando si è adolescenti, crea problemi nel corretto e sano sviluppo della sessualità. Ma per vivere il sexting come un'esperienza piacevole e consensuale, riducendo al minimo i rischi emotivi, relazionali e digitali, è fondamentale adottare alcune strategie di consapevolezza e "igiene digitale".

In primis, deve essere un gioco a due, mai una forzatura o un obbligo:

-Non inviare materiale intimo per "accontentare" il partner o per paura di perderlo ("se mi ami lo fai"); il desiderio deve essere reciproco. Se non ti senti a tuo agio al 100% dì di no.

-Chiedi prima di inviare, rispetta i confini altrui ed evita situazioni imbarazzanti.

-Accetta i "No"; se il partner non ricambia o chiede di smettere, il gioco si interrompe immediatamente senza colpevolizzazioni.

-Se fai sexting con qualcuno conosciuto online che non hai mai visto dal vivo, il rischio di truffe o ricatti estorsivi è altissimo. Non inviare mai nulla a sconosciuti.

-Essere vittima di revenge porn (diffusione non consensuale di immagini o video intimamente espliciti), può essere devastante per lo subisce; provoca un forte senso di violazione, vergogna, ansia o isolamento. Può succedere, che il/la fidanzato(a) per una stupida vendetta, decidono di “far girare” la foto o il video della ex o dell’ex tra gli amici. Comunque è giusto ricordare che chi commette il reato chi tradisce quella fiducia e chi visualizza o inoltra quel materiale sono gli unici colpevoli e responsabili

. Parlane con persone di fiducia o affidati all'aiuto specialistico di uno psicologo. Esistono sportelli e associazioni di supporto per le vittime di violenza digitale che offrono assistenza legale e psicologica.


 
 
 

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