Né rosa né azzurro: le sfumature di genere
- José Aguayo Ugaz
- 17 giu
- Tempo di lettura: 2 min

L’identità di genere rappresenta la percezione che ciascuno ha di sé come maschio o femmina, o alle volte come appartenente a categorie diverse da maschio o femmina. Non sempre chi nasce con organi genitali femminili, cresce sentendosi femmina, così come non tutti coloro che nascono con organi genitali maschili crescono sentendosi maschi. In questi casi, si parla di disforia (letteralmente significa: "difficile da sopportare").
La disforia di genere indica una condizione di sofferenza emotiva e psicologica legata alla discrepanza tra il genere assegnato alla nascita e quello percepito dalla persona. Si manifesta quando l’identità di genere non coincide con il sesso attribuito alla nascita. Questa esperienza può riguardare persone che si identificano in un genere diverso da quello associato alle loro caratteristiche anatomiche, persone che non si riconoscono pienamente né nel genere maschile né in quello femminile, oppure individui la cui identità di genere varia nel tempo, collocandosi in modo fluido tra il maschile e il femminile.
L’identità di genere, infatti, non si limita alle categorie tradizionali di “maschio” o “femmina” riportate nei documenti anagrafici, ma comprende una gamma più ampia di possibilità che superano la visione binaria del genere. Sebbene la comunità scientifica internazionale non abbia raggiunto un consenso completo su tutti gli aspetti del fenomeno, è possibile immaginare il genere come un continuum, con il maschile e il femminile ai due estremi e numerose sfumature intermedie.
Per poter parlare di Disforia di Genere nei bambini, oltre a quelli sopracitati per gli adulti, è necessario che si verifichino anche le seguenti condizioni:
La tendenza a indossare abiti generalmente associati al genere opposto e il rifiuto di quelli comunemente collegati al sesso assegnato alla nascita.
La propensione ad assumere ruoli di genere differenti durante le attività ludiche.
La preferenza per giochi, giocattoli e attività tradizionalmente attribuiti a un altro genere, accompagnata da un disinteresse o rifiuto per quelli considerati tipici del proprio sesso di nascita.
Un sentimento di disagio o rifiuto nei confronti delle proprie caratteristiche corporee e anatomiche.
Il desiderio di possedere o sviluppare le caratteristiche sessuali associate al genere con cui la persona si identifica.
Le cause
Possono essere fattori biologici (fattori genetici, ad esempio condizioni di ambiguità genitale o anomalia genetica come la sindrome di Turner o la sindrome di Klinefelter, così come altre condizioni cliniche caratterizzate da anomalie nell’assetto ormonale); fattori psicosociali, quali i rapporti con i genitori e altri legami emotivi significativi dell’infanzia, oppure eventi di vita che possono rivestire una fondamentale importanza nello sviluppo della Disforia di Genere. Queste situazioni possono generare ambiguità e confusione rispetto all’appartenenza sessuale.
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