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L'homo europeus? un meticcio africano

  • José Aguayo Ugaz
  • 25 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

L'Unione Europe è un miscuglio di etnie e culture che ne fanno un mosaico di realtà sociali in costante movimento, alla ricerca di nuovi equilibri culturali e identitari.

La storia dell'umanità ci insegna che dall'apparizione sulla terra dell'Homo habilis e dell'Homo erectus in poi, le popolazioni si sono mobilitate alla ricerca di nuovi territori su cui svilupparsi ed avere discendenze. E alla fine é stata la razza umana a guadagnarci. Infatti, dei gruppi umani si costruirono e consolidarono seguendo le scie delle trasformazioni avvenute nel loro tessuto socioculturale, frutto di tali migrazioni, costruendo universi di convivenza e socialità aperti alla molteplicità innovativa. In tempi come i nostri di transizione epocale, non sempre è semplice intravedere in prospettiva, sia dal punto di vista degli autoctoni che da quello degli immigrati, la costruzione di una deriva virtuosa, evolutiva, per le società di accoglienza.

Piuttosto nell'immaginario di alcuni governanti europei, vi è ancora il pregiudizio e la paura della scomparsa di un ipotetico Homo europeus (o se preferite, dell' Homo italicus), inteso come sinonimo di costruzione antropomorfica e identitaria, etnocentricamente pura e "incontaminata", sia dal punto di vista somatico che culturale. Paradossalmente, secondo i reperti os·sei del primo avo europeo risalente a 35 mila anni fa, dal punto di vista morfologico anatomico non aveva nessuna somiglianza con i prototipi ariani. Carnagione scura e occhi leggermente a mandorla, erano gli evidenti tratti somatici meticci de·gli abitanti dell'allora nascente Europa. All'epoca agli occhi di un ipotetico osservatore, molto probabilmente l'Europa sarebbe sembrata africana. Dal punto di vista culturale, lungo la storia dell'umanità, ogni popolo e civi!tà nel difficile cammino verso l'individuazione del senso di identità e di appartenenza al proprio gruppo sociale ha costruito e si è ancorato solidamente alle proprie certezze, tradizioni e pregiudizi nel tentativo di sentirsi al riparo dall'ignoto e dalla disintegrazione sociale. Questa ancestrale esigenza è stata la cornice giustificatrice del compimento di azioni barbare e violente. Periodi all'interno dei quali si sono sviluppati i più bui e nefasti avvenimenti nella storia della razza umana. In effetti, l

a storia delle società umane ci insegna che l'oscurantismo della chiusura ideologica e della xenofobia risultante è sempre stato l'anticamera a effetti psicosociali ben più sconvolgenti e destabilizzanti di quelli che, nell'intenzione, si volevano evitare.

 
 
 

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