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L'enigma dei "bamboccioni": colpevoli o vittime del sistema?

  • José Aguayo Ugaz
  • 13 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Che figata andare al mare

quando gli altri lavorano.

Che figata fumare

in spiaggia con i draghi che volano.

Che figata non avere orari,

né doveri o pensieri.

Che figata tornare tardi

con nessuno che chiede: "Dov'eri?".

Che figata quando a casa scrivo,

quando poi svuoto il frigo.

Che fastidio sentirti dire:

"Sei pigro, sei infantile, sei piccolo..." (Fabri Fibra)

Sono i versi con cui, a ritmo di rap viene descritto il comportamento di quel ragazzo che confuso e solitario preferisce non impegnarsi né con la vita né con gli affetti, per poi finire a cercare nelle sostanze le risposte che non riesce a darsi da sobrio.

Da tutto un altro osservatorio, quello proveniente dalla realtà reale, diverse cariche dello Stato pretendono spiegare la condizione giovanile attuale coniando delle etichette : mammoni, sfigati, bamboccioni o "choosy" (schizzinosi).

Sono dei riferimenti ad una generazione di giovani non in grado di diventare individui autonomi. Ma, se ne parla confondendo l'effetto (vivere in famiglia) con ciò che è la causa (scarse possibilità di inserimento lavorativo).

Trattasi di una spiegazione dormitiva, vale a dire, un'affermazione che pretende spiegare un problema senza aggiungere elementi informativi, e senza cercare di comprendere la complessità e la reale natura del problema: l'individuazione di quelle che possono essere le mancate condizioni sociali, economiche e politiche promotrici di comportamenti autonomi. Ecco che non si può capire quali possono essere le motivazioni di un comportamento rinunciatario come risposta alle sfide e alle criticità che la società gli pone davanti.

In tempi di grossa incertezza e precarietà generalizzate, risulta fondamentale la messa in atto di risorse e potenzialità personali che siano funzionali al ribaltamento di un senso di smarrimento e sconfitta costantemente presenti, sia che si tratti di un rischio imminente in agguato che nel caso di un vissuto emotivo presente.

Provocatoriamente Allen Frances , noto psichiatra nordamericano disse: La gente dovrebbe avere più fiducia ... nell'esercizio, nel sostegno sociale e familiare e nella psicoterapia, e molto meno nello squilibrio chimico e nei farmaci..."

In sintesi, Il superamento di sfide ogni volta più complesse dipenderà dal come evolvono le risorse cognitive, emotive e relazionali, che permeteranno al giovane raggiungere risultati adattivi ogni volta più consoni con una complessità socio economica maggiore di una società in continua traformazione.


 
 
 

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