Genitore al singolare
- José Aguayo Ugaz
- 15 giu
- Tempo di lettura: 2 min

Parlare oggi di famiglia, vuol dire farlo al plurale. Non esiste un modello unico, ma tipologie diverse che condividono però obiettivi comuni di intimità, di cura e di nutrimento affettivo.
Le famiglie monogenitoriali
In Italia, rappresentano il 12% delle famiglie e vengono considerate un nuovo modello di famiglia nucleare. In esse, le responsabilità genitoriali complessive sono duplicate, il che colloca il genitore di fronte ad una situazione di maggiore complessità che può favorire un senso di inadeguatezza e di particolare difficoltà nello svolgimento del proprio ruolo. E pure, diversi studi hanno evidenziato che i bambini cresciuti in tale contesto relazionale/affettivo sono più maturi e forti che i coetanei che vivono in un contesto familiare tradizionale.
Ergo, il compito del genitore è anche quello di capire quali siano quelle variabili altrettanto presenti nel contesto familiare in grado di apportare effetti evolutivi sull'esercizio del proprio ruolo genitoriale e di conseguenza sul bambino(a).
Malgrado le buone intenzioni...
Come in ogni relazione umana intima, anche in questa tipologia di struttura familiare vi è la possibilità di favorire effetti indesiderati, pur agendo in buona fede.
In primis, l'approccio vittimistico con cui può essere vissuta la condizione del bambino(a) può promuovere su di lui(lei) una centralità esasperata nel senso di protezione "a prescindere" oppure "caricandolo" impropriamente di responsabilità e di ruoli che non li sono propri. Un equilibrio così costruito solitamente nella tapa adolescenziale non regge più, favorendo uno scenario di escalation di aggressività cronica.
Altrettanto disfunzionale può essere l'incapacità del genitore a separare le proprie frustrazioni esistenziali da persona adulta dalle inconvenze genitoriali. Infatti, purtroppo non è poco frequente che i figli assumano il ruolo da confidenti che li porti ad essere ricettori di preoccupazioni con cui non hanno attinenza, sia da un punto di vista esperienziale che come sviluppo affettivo, dal momento in cui trattasi solitamente di dinamiche relazionali complesse che il bambino non potrebbe riuscire a decodificare correttamente.
Una figura autorevole
Accettare la propria condizione di vita, è una consapevolezza con cui il genitore diminuisce il rischio di azioni irriflessive, per cui riesce ad agire dando un'impostazione congrua ed equilibrata, e di conseguenza riesce ad avere la capacità di favorire lo sviluppo sereno e armonico del proprio figlio(a).

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